L'Altravda ribadisce la propria contrarietà alla quotazione in borsa della CVA ed esprime la propria preoccupazione per le dichiarazioni del presidente della regione e dell'assessore al bilancio che sembrano orientarsi a favore di un'operazione di mercato per una società partecipata in buona salute, nel momento in cui, peraltro, parrebbe venire meno qualsiasi obbligo normativo.
Anche considerando la quotazione in borsa in una logica capitalistica, essa viene fatta per recuperare capitali da investire nell'impresa, non per vendere una parte dell'impresa stessa, o peggio per fare cassa per la proprietà; la nebbia che persiste intorno alla quotazione voluta dalla precedente maggioranza non si è certo dipanata in questi due mesi e ciò preoccupa ancora di più.
In continuità con la vittoria referendaria contro la privatizzazione dell'acqua, l'Altravda appoggia il comitato "Giù le mani dalle acque e da cva" nella convinzione che l'acqua sia un bene comune e un diritto universale da salvaguardare, preservare e difendere dalle speculazioni.
I guadagni di pochi non devono e non possono arrecare danno alle comunità, al territorio e all'ambiente. Non possiamo rischiare di cancellare, rincorrendo il profitto a tutti i costi, una storia fatta di rispetto, di cura, di gestione oculata collettiva di una risorsa preziosa come l'acqua.
La portavoce
Carola Carpinello