Ai
Consiglieri Comunali dei Comuni della Valle d'Aosta
Il
21-12-2016 è stata approvata la legge finanziaria regionale che
prevede, tra le altre cose, la collocazione in borsa della Compagnia
valdostana delle acque-Compagnie Valdôtaine des eaux (CVA S.p.A.).
Poiché
la legge non pone alcun limite alla percentuale di azioni che
potranno essere cedute agli investitori privati, la Giunta Regionale
potrà disporre senza limiti né vincoli delle acque valdostane.
Quando
la procedura per la collocazione in borsa di CVA sarà completata, i
Comuni e i cittadini della Valle d'Aosta non avranno più alcuna
possibilità di intervenire, ad essi non resterà che il ruolo di
spettatori impotenti.
Questo
non deve avvenire: gli amministratori ed i cittadini valdostani
devono essere informati in modo semplice, chiaro e comprensibile con
degli incontri pubblici, dei rischi che corre il nostro territorio.
Qui
di seguito trovate l'art. 27 della Legge Regionale:
Art.
27
(Disposizioni
per il mantenimento di partecipazioni societarie regionali
strategiche)
1.
La Regione è autorizzata ad adottare ogni atto necessario per la
quotazione in mercati regolamentati della società controllata
Compagnia valdostana delle acque-Compagnie valdôtaine des eaux (CVA
S.p.A.).
2.
Per il 2017, FINAOSTA S.p.A. è autorizzata a riversare alla Regione,
anche in più soluzioni, le somme disponibili nel corso della
medesima annualità sul Fondo di dotazione della gestione speciale,
per euro 51.400.000, alimentato dal riversamento delle riserve
distribuite da CVA S.p.A. nella medesima annualità, in relazione al
processo di quotazione autorizzato ai sensi del comma 1.
(estratto
dalla legge regionale del 21-12-2016 n.24)
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ( Legge di stabilità regionale per il triennio 2017-2019). Modificazioni di leggi regionali. ( B.U. Dicembre 2016, n 57).
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ( Legge di stabilità regionale per il triennio 2017-2019). Modificazioni di leggi regionali. ( B.U. Dicembre 2016, n 57).
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Le
argomentazioni portate avanti dall’ex presidente della Giunta
Regionale a sostegno di questa legge furono: “ ….la quotazione in
borsa di CVA potrà attrarre nuovi investimenti sul mercato
assicurandosi nuove e ulteriori possibilità di sviluppo..“. L'ex
assessore Perron aggiunse: [La decisione di quotare in borsa CVA] “è
il frutto di una scelta politica energetica ben precisa, a
dimostrazione che la Regione ha sfruttato e utilizzato bene le sue
acque”.
Noi,
a differenza di quanto affermano Rollandin e Perron, riteniamo che le
nostre acque non debbano essere sfruttate per far arricchire qualche
anonimo investitore ma debbano essere salvaguardate, protette e
custodite per le generazioni che verranno.
Le
nostre risorse idriche sono già sovra sfruttate a scapito della
biodiversità, delle attività agropastorali, delle utenze domestiche
e della bellezza turistica del paesaggio.
Un ulteriore sviluppo della
produzione idroelettrica non farebbe che peggiorare le nostre
condizioni di vita.
Anche senza nuovi interventi la situazione è
destinata a peggiorare a causa dei cambiamenti climatici, che stanno
portando ad un calo delle precipitazioni e ad una accelerata fusione
dei nostri ghiacciai.
Il
destino ci ha concesso di vivere in una regione bella e severa, ricca
di montagne altissime ammantate di neve e di ghiacciai. L’ambiente
e le sue risorse naturali sono le nostre principali ricchezze.
Il
territorio in cui abbiamo la fortuna di vivere non è nostro e
neppure di chi si trova momentaneamente ad amministrarlo : è delle
generazioni che verranno. Noi abbiamo il dovere di custodirlo con
cura ed amore per consegnarlo ai nostri discendenti.
E’
paradossale che eminenti esponenti del maggior partito autonomista
Valdostano, siano i promotori della svendita della principale risorsa
della popolazione e del territorio che a parole dicono di voler
tutelare.
Quotare
in borsa CVA non porterà alcun vantaggio ai lavoratori di CVA ed ai
cittadini valdostani.
Come possono Rollandin e Perron pensare che
crediamo alla “favola dei benefattori privati” che investono il
proprio denaro per fare più bella e ricca la Valle d’Aosta?
E’
evidente che con la privatizzazione una parte considerevole degli
utili prodotti da CVA andrebbero agli investitori privati, riducendo
la rendita che spetta alla Regione e di conseguenza i fondi da
ridistribuire ai Comuni.
I
beni comuni devono essere sottratti all’economia di mercato.
Essi
vanno gestiti in modo sostenibile con la partecipazione attiva della
Comunità a cui appartengono. In questo senso i Comuni valdostani
devono essere al centro delle decisioni che li riguardano.
E'
del tutto evidente che i gruppi privati sono interessati ad
impadronirsi delle ricchezze possedute dalla Regione Valle d'Aosta,
ma questo sarà possibile solo se chi ci governa avrà la
sfrontatezza di contravvenire alla propria missione.
Dobbiamo
evitare che questo avvenga.
Per
questo abbiamo costituito il comitato “Giù le mani dalle nostre
acque e da CVA”.
Il
nostro primo obbiettivo è quello di incontrare tutti i cittadini ed
i rappresentanti della Regione e delle Amministrazioni comunali della
Valle d’Aosta per parlare di questi argomenti in maniera chiara e
trasparente e per discutere con loro di come tutelare le acque della
nostra regione.
La
costituzione del Comitato non va intesa come un atto ostile nei
confronti di CVA e delle sue maestranze, ma al contrario è un atto
di interesse nei loro confronti e del loro futuro.
C.V.A.p. ( Comitato Valdostano Acqua Pubblica )
