giovedì 20 aprile 2017

Lettera ai Consiglieri Comunali e Regionali

Ai Consiglieri Comunali dei Comuni della Valle d'Aosta
Ai Consiglieri Regionali della Valle d’Aosta

      Il 21-12-2016 è stata approvata la legge finanziaria regionale che prevede, tra le altre cose, la collocazione in borsa della Compagnia valdostana delle acque-Compagnie Valdôtaine des eaux (CVA S.p.A.).
Poiché la legge non pone alcun limite alla percentuale di azioni che potranno essere cedute agli investitori privati, la Giunta Regionale potrà disporre senza limiti né vincoli delle acque valdostane.

Quando la procedura per la collocazione in borsa di CVA sarà completata, i Comuni e i cittadini della Valle d'Aosta non avranno più alcuna possibilità di intervenire, ad essi non resterà che il ruolo di spettatori impotenti.
Questo non deve avvenire: gli amministratori ed i cittadini valdostani devono essere informati in modo semplice, chiaro e comprensibile con degli incontri pubblici, dei rischi che corre il nostro territorio.

Qui di seguito trovate l'art. 27 della Legge Regionale:

Art. 27
(Disposizioni per il mantenimento di partecipazioni societarie regionali strategiche)
1. La Regione è autorizzata ad adottare ogni atto necessario per la quotazione in mercati regolamentati della società controllata Compagnia valdostana delle acque-Compagnie valdôtaine des eaux (CVA S.p.A.).
2. Per il 2017, FINAOSTA S.p.A. è autorizzata a riversare alla Regione, anche in più soluzioni, le somme disponibili nel corso della medesima annualità sul Fondo di dotazione della gestione speciale, per euro 51.400.000, alimentato dal riversamento delle riserve distribuite da CVA S.p.A. nella medesima annualità, in relazione al processo di quotazione autorizzato ai sensi del comma 1.

(estratto dalla legge regionale del 21-12-2016 n.24)
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste ( Legge di stabilità regionale per il triennio 2017-2019). Modificazioni di leggi regionali. ( B.U. Dicembre 2016, n 57).

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Le argomentazioni portate avanti dall’ex presidente della Giunta Regionale a sostegno di questa legge furono: “ ….la quotazione in borsa di CVA potrà attrarre nuovi investimenti sul mercato assicurandosi nuove e ulteriori possibilità di sviluppo..“. L'ex assessore Perron aggiunse: [La decisione di quotare in borsa CVA] “è il frutto di una scelta politica energetica ben precisa, a dimostrazione che la Regione ha sfruttato e utilizzato bene le sue acque”.

Noi, a differenza di quanto affermano Rollandin e Perron, riteniamo che le nostre acque non debbano essere sfruttate per far arricchire qualche anonimo investitore ma debbano essere salvaguardate, protette e custodite per le generazioni che verranno.

Le nostre risorse idriche sono già sovra sfruttate a scapito della biodiversità, delle attività agropastorali, delle utenze domestiche e della bellezza turistica del paesaggio. 
Un ulteriore sviluppo della produzione idroelettrica non farebbe che peggiorare le nostre condizioni di vita. 
Anche senza nuovi interventi la situazione è destinata a peggiorare a causa dei cambiamenti climatici, che stanno portando ad un calo delle precipitazioni e ad una accelerata fusione dei nostri ghiacciai.

Il destino ci ha concesso di vivere in una regione bella e severa, ricca di montagne altissime ammantate di neve e di ghiacciai. L’ambiente e le sue risorse naturali sono le nostre principali ricchezze. 
Il territorio in cui abbiamo la fortuna di vivere non è nostro e neppure di chi si trova momentaneamente ad amministrarlo : è delle generazioni che verranno. Noi abbiamo il dovere di custodirlo con cura ed amore per consegnarlo ai nostri discendenti.

E’ paradossale che eminenti esponenti del maggior partito autonomista Valdostano, siano i promotori della svendita della principale risorsa della popolazione e del territorio che a parole dicono di voler tutelare.

Quotare in borsa CVA non porterà alcun vantaggio ai lavoratori di CVA ed ai cittadini valdostani. 
Come possono Rollandin e Perron pensare che crediamo alla “favola dei benefattori privati” che investono il proprio denaro per fare più bella e ricca la Valle d’Aosta?

E’ evidente che con la privatizzazione una parte considerevole degli utili prodotti da CVA andrebbero agli investitori privati, riducendo la rendita che spetta alla Regione e di conseguenza i fondi da ridistribuire ai Comuni.

I beni comuni devono essere sottratti all’economia di mercato.
Essi vanno gestiti in modo sostenibile con la partecipazione attiva della Comunità a cui appartengono. In questo senso i Comuni valdostani devono essere al centro delle decisioni che li riguardano.

E' del tutto evidente che i gruppi privati sono interessati ad impadronirsi delle ricchezze possedute dalla Regione Valle d'Aosta, ma questo sarà possibile solo se chi ci governa avrà la sfrontatezza di contravvenire alla propria missione.

Dobbiamo evitare che questo avvenga.
Per questo abbiamo costituito il comitato “Giù le mani dalle nostre acque e da CVA”.

Il nostro primo obbiettivo è quello di incontrare tutti i cittadini ed i rappresentanti della Regione e delle Amministrazioni comunali della Valle d’Aosta per parlare di questi argomenti in maniera chiara e trasparente e per discutere con loro di come tutelare le acque della nostra regione.

La costituzione del Comitato non va intesa come un atto ostile nei confronti di CVA e delle sue maestranze, ma al contrario è un atto di interesse nei loro confronti e del loro futuro.

C.V.A.p. ( Comitato Valdostano Acqua Pubblica )